In questa versione, il tavolo Clay si riveste integralmente di legno, trasformando ogni superficie in un’esperienza insieme tattile e visiva. La materia calda e vibrante avvolge con continuità il piano e la base conica, restituendo al volume una presenza misurata ma al tempo stesso scenografica. La naturale tessitura del legno ne amplifica la profondità percettiva, rendendo la texture protagonista silenziosa del progetto: il tavolo non è più soltanto segno distintivo nello spazio, ma superficie ed esperienza sensoriale. Ogni tavolo Clay nasce dall’applicazione meticolosa e manuale delle
singole strisce di legno, posate con cura sulla base conica,
seguendo con precisione le geometrie e le curvature del progetto.
Questo gesto, al confine tra artigianato e design, restituisce un
effetto stratificato, quasi ritmico, in cui il legno parla di tempo,
abilità e attenzione al dettaglio. Nessun pezzo è identico all’altro:
l’unicità diventa valore intrinseco, una firma discreta del lavoro
umano.
Nella versione in frassino carbone, Clay assume un carattere più intenso, la tonalità profonda del legno mette in risalto il profilo scultoreo del tavolo, accentuandone la presenza. Le venature, appena percepibili sotto la finitura scura, conferiscono dinamismo alla superficie e introducono una dimensione materica elegante, capace di combinare rigore e calore naturale.
Esprimendo una presenza materica calda e luminosa, le venature del frassino naturale scorrono in continuità lungo le superfici, esaltando la forma monolitica del tavolo e rendendola più organica e accogliente. Il frassino valorizza la purezza delle geometrie del tavolo Clay, trasformandolo in un elemento d’arredo capace di dialogare con ambienti dal carattere più domestico.
Rivestito in eucalipto affumicato, cattura lo sguardo con un’eleganza naturale, la profondità della tonalità scura, illuminata da venature vive e sinuose, conferisce al legno una presenza scenica unica, quasi cinematografica. Ogni dettaglio è un segno di profondità e tempo, dove il legno sembra respirare, mutare, vivere. Minimal nella forma, ma monumentale nella presenza, Clay diventa un punto di attrazione, un oggetto che invita a sostare, osservare e percepire la materia come un’esperienza sensoriale, un incontro tra rigore geometrico e poesia materica.